Sintomi: come riconoscere l'ansia
L'ansia si può manifestare in molte forme.
Una di queste è l'attesa apprensiva: il soggetto manifesta difficoltà nel controllare la preoccupazione per un evento, un appuntamento importante, oppure semplicemente per la giornata che inizia.
L'ansia può produrre:
- tensione muscolare (spesso localizzata al petto o alla bocca dello stomaco: il cosiddetto "nodo allo stomaco");
- sensazione di respiro bloccato o insufficiente ("mi manca l'aria");
- irrequietezza, irritabilità;
- facile affaticamento;
- alterazioni del sonno;
- difficoltà di concentrazione.
Combattere l'ansia
Il desiderio al centro della terapia
La psicoterapia ad indirizzo analitico lacaniano è uno degli strumenti-principe per il trattamento del disturbo d'ansia generalizzato.
Il percorso a Catania nel mio studio
Il paziente viene accolto in una dimensione protetta, dedicata esclusivamente a lui/lei. Il lavoro è graduale, tiene conto dei tempi e dello stile comunicativo del paziente, delle sue esigenze e difficoltà.
La psicoterapia ruota intorno al parlare del paziente, al suo discorso e al desiderio che si tenta di far emergere.
Nessuno, in questo lavoro, è più importante del paziente, ogni cambiamento si produce intorno ai suoi ricordi, ai suoi sogni, alla sua determinazione di star meglio e di conoscersi.
Il desiderio del paziente è uno dei punti nodali del lavoro psicoterapico ad orientamento lacaniano.
Catania è uno dei centri di eccellenza in Italia della psicoterapia lacaniana ad indirizzo analitico, grazie alla presenza dell'Istituto Superiore di Studi Freudiani J. Lacan.
Domande frequenti
Dottoressa, io manifesto alcuni dei sintomi che Lei ha riportato (tensione muscolare, irrequietezza, alterazioni del sonno), ma non tutti. Soffro d'ansia?"
Gentilissima,
sebbene in una psicoterapia ad orientamento lacaniano non sia particolarmente utile fornire delle "etichette diagnostiche", per non lasciare priva di risposta la sua domanda, dirò che, perché si parli di un vero e proprio disturbo d'ansia generalizzata, dovrebbero presentarsi almeno tre (o più) dei sintomi sopra elencati. Ma la diagnosi dipende anche dall'intensità dei sintomi, dalla durata nel tempo, dalla percezione del paziente, etc.
In una psicoterapia mirata a trattare il disturbo d'ansia, è piuttosto prioritario, al di là della categoria diagnostica di riferimento, alleviare la condizione del paziente e, già nelle prime fasi, evitare che si passi ad un disturbo patologico e che i sintomi possano diventare pervasivi. Il lavoro di psicoterapia mira in prima battuta a indagare il Soggetto, a comprendere la natura delle sofferenze e a far sì che esse non arrivino a compromettere la vita relazionale, affettiva e lavorativa del paziente.
Tremori. Sono correlati all'ansia?
In molti casi l'ansia può produrre sintomi associati come tremori, contratture, dolori muscolari e persino disturbi gastro-intestinali o reazioni cutanee.
Attacchi di panico. Cosa sono?
Il cosiddetto "attacco di panico", chiamato in maniera più tecnica "crisi d'angoscia" (crise d'angoisse), si manifesta spesso con sintomi di iperattivazione vegetativa (come aumentato ritmo cardiaco, dispnea, vertigini) associati a un forte senso d'angoscia (per esempio paura improvvisa degli altri, paura di morire, paura di trovarsi in uno spazio chiuso o aperto, derealizzazione). Ma attenzione: non bastano alcuni sintomi di iperattivazione vegetativa per definire una crisi d'angoscia, è importante valutare il quadro clinico completo del paziente al fine di evitare diagnosi improvvisate e prive di fondamento nosologico.
Paura di perdere il controllo o di "impazzire"
La preoccupazione di "perdere il controllo" deve essere valutata con un approfondito esame clinico: valutare prima di tutto se essa è transitoria o persistente, se è associabile all'uso di sostanze (per esempio: droghe, alcool, farmaci o l'uso combinato degli stessi) o di altra condizione medica.
Nessun sintomo, preso singolarmente, fa diagnosi, è sempre importante valutare la storia clinica del paziente.
Perché in certi momenti l'ansia aumenta?
Gli attacchi d'ansia non sempre si manifestano in risposta a una situazione sociale temuta o a un oggetto o a una situazione fobica circoscritti, talvolta possono installarsi nel paziente come risposte inconsce a ricordi improvvisi: sottotraccia di eventi traumatici richiamati da un evento di per sé apparentemente poco significativo.
Tali modalità di lavoro dell'inconscio sono al centro dell'indagine che si svolge in studio e dell'approfondimento della psicoterapia ad indirizzo analitico.
Ho un figlio adolescente che soffre d'ansia. Cosa fare?
Nel trattamento dell'ansia nell'adolescente è importante ricordare che spesso l'adolescente, nella manifestazione dei sintomi, è alla ricerca di un appagamento dei suoi bisogni fondamentali e dei potenziali che non sono stati soddisfatti nell'infanzia. Le vicende successive possono costituire poi un inciampo e possono produrre ansia, ritiro sociale, difficoltà relazionali anche gravi, sintomi depressivi.
Il lavoro da fare è sempre sul versante dell'ascolto e dell'attenzione. Non elargire continuamente consigli non richiesti ad un adolescente è il primo passo per consentirgli di esprimersi liberamente. Solo a partire da un'attenta valutazione della sua storia, dei suoi desideri, dei sintomi che accusa, sarà possibile procedere sulla via di un processo profondo e mirato di aiuto.
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