Cosa è l'adolescenza? Se facciamo riferimento alla letteratura psichiatrica precedente alla prima guerra mondiale, troviamo pochissimi riferimenti al concetto moderno di adolescenza. Si riconosceva la pubertà come uno stato biologico ed esisteva un vago concetto di giovinezza che non era tuttavia accompagnato da precisi riferimenti biologici e psicologici.
Oggi dire "sei un adolescente" vuol dire tutto e non vuol dire niente. Talvolta suona come un insulto, talvolta come un destino.
Ci si confronta spesso su un dato oggettivo: la nostra attuale definizione di adolescenza deve fare i conti con un complesso di circostanze storiche e socioculturali senza precedenti: la partizione dei vari stadi della vita che era valida fino a pochi decenni fa sembra oggi vacillare e dobbiamo ammettere che non è più così semplice collegare in maniera univoca l'età pubere all'adolescenza.
L'età di riferimento cambia e l'età di ingresso varia addirittura da paese a paese. Oggi in Occidente si considera plausibile un ingresso nell'adolescenza fin dagli 8/9 anni (età ritenuta incredibile fino a qualche anno fa) e un'uscita intorno ai 24 / 25 anni, con un ingresso leggermente più precoce nelle ragazze rispetto ai ragazzi.
Ciò che rimane invariato è il nucleo sostanziale. L'adolescenza corrisponde a quella fase della vita che consente di far transitare il soggetto dall'infanzia all'età adulta e questo comporta, oggi più che mai, profonde trasformazioni soggettive in cui il rapporto con il proprio corpo, con i genitori e con i pari viene rimesso in discussione.
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